Per prima cosa può dirsi necessario lo studio approfondito non solo delle materie universitarie oggetto del concorso (vale a dire oggi diritto civile, penale ed amministrativo) ma anche le materie ad esse affini ed attigue come la procedura civile (utile ad esempio nell’ambito dell’esecuzione forzata), quella penale, il diritto romano (per i riferimenti ad esempio alla comunione germanistica o romanistica, al concetto di proprietà o di bene, ai modi di acquisto e trasferimento della proprietà, al concetto di possesso, al divieto dei patti successori, alle vendite a scopo di garanzia che nel diritto romano attiene alla materia della fiducia e del negozio fiduciario, alla teoria generale del negozio giuridico), il diritto comunitario (utile oggi non solo per la materia penale, per le influenze della CEDU ma anche del diritto comunitario UE in materia di immigrazione, o di lotta al terrorismo, al crimine, o alle frodi fiscali intracomunitarie, ma anche per la materia amministrativa, per i frequenti richiami alla normativa europea in tema di appalti e della concorrenza).
La preparazione di base richiede una conoscenza delle sentenze più importanti degli ultimi 3 anni compreso quello di svolgimento delle prove scritte.
Lo studio dovrebbe concentrarsi dunque, per la giurisprudenza, sulla lettura del maggior numero di riviste possibili, anche duplicando o triplicando il numero di approfondimenti letti sullo stesso argomento. Per la dottrina poi non è importante ricordarsi l’autore di questa o di quella teoria (ricordando però sempre qual è la maggioritaria, se esiste una maggioritaria), quanto di avere il panorama mentale (e di conseguenza linguistico) più ampio possibile, sapere cioè il maggior numero di teorie sul tappeto e di opinioni in proposito. Vero è che non è sempre facile individuare la dottrina maggioritaria, scontrandosi a volte sul tema due luminari del diritto; questo vuol dire che, a volte, può non esistere una dottrina maggioritaria ma 2 teorie egualmente seguite, con (di solito) una terza teoria di accomodamento dei conflitti teorici sorti in precedenza, che cerca di conciliare e moderare il dibattito (la chiamerei teoria di compromesso, alla quale stare però molto attenti perché spesso non dà risposte univoche e perchè potrebbe anche mostrare contraddizioni al suo stesso interno).
Il “panorama linguistico” deve poi essere potenziato. Ciò non vuol significare inutili frasi ad effetto, barocchismi, endiadi superflue o arzigogoli sintattici (la sintassi dev’essere il più semplice possibile) né cadere in inutili latinismi (tranne i brocardi più brevi o le parole latine più semplici come ex professo, aliud pro alio, solvendi causa, neminem laedere, nolenti non fit donatio, causa fiduciae, intuitus personae etc..); vuole invece significare l’arricchimento del numero dei vocaboli da utilizzare.
Facciamo un rapido esempio: al posto di giurisdizione può usarsi plesso giurisdizionale, al posto di teoria si può usare prospettazione, al posto di invece può usarsi “per converso”, ed in generale possono usarsi vocaboli ed espressioni come: “l’assunto che..”, “la disamina attenta del….”. “poste le necessarie premesse in ordine al ...”, “diversamente argomentando”, “atteso che”, “da una diversa angolazione”, “la perimetrazione del …”, facendo leva su di un duplice (triplice, quadruplice) ordine di ragoni (etc etc.)
Le singole materie:
1)Per quanto riguarda il diritto amministrativo: oltre ad una base ultra-universitaria degli istituti di base sono da studiare maggiormente gli argomenti di quelle che potremmo chiamare parti speciali del diritto amministrativo. Dunque, da sapere più che bene sono le materie dell’espropriazione, degli appalti, dell’urbanistica, dei contratti di diritto pubblico, degli enti pubblici o privatizzati, degli accordi e in generale di tutto il settore dell’amministrazione partecipata (lottizzazioni concordate, convenzioni accessorie alle concessioni).
2)Per quanto riguarda il diritto penale, oltre ad una base ultra-universitaria, ed oltre ad un approfondita conoscenza degli istituti di parte generale come il tentativo, il reato aberrante, il concorso anomalo etc. andrebbero studiati i delitti o le contravvenzioni di parte speciale più richiamati dalle ultime sentenze ed inoltre, in generale: usura, corruzione, concussione, peculato, reati ambientali, reati sessuali, reati urbanistici ed edilizi, truffa, estorsione, concorso esterno in associazione mafiosa, reati di terrorismo.
3)Per quanto riguarda il diritto civile sarebbe necessario soffermarsi sui diritti reali, sul trust, sui modi di acquisto e trasferimento della proprietà senza tralasciare successioni, donazioni e norme sulle incapacità.
Per la materia contrattuale si deve studiare tutto. I singoli contratti? Dare un consiglio preciso è difficile, ci si dovrebbe concentrare su quelli socialmente tipici e sulle strutture di quelli principali nel caso ci si trovi di fronte ad un contratto misto, consultando anche i siti dedicati alla preparazione del concorso in notariato, di sicuro i più affidabili in materia.
N.B. Attenzione poi al diritto commerciale, che può tornare in gioco sia in materia penale (reati degli amministratori, responsabilità degli enti) sia in materia civile ( differenza quote in società di persone o di capitali, comunione dei beni, differenza società ed associazioni) sia in materia amministrativa (società pubbliche privatizzate, golden share); ed anche al diritto del lavoro che trova spazio nella materia del pubblico impiego oggi privatizzato (rilevanza dei contratti collettivi etc..).



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